Un vero e proprio astronauta della batteria,
capace di trovare ritmi e gruppi di figurazioni
e di suoni assolutamente originali,
generati da una tecnica strumentale elevatissima e da una mente aperta e curiosa.
— DRUMSET MAG

    Se "too jazz for Rock and too rock for Jazz" - letteralmente, “troppo jazz per il Rock e troppo rock per il Jazz”, non fosse affermazione appiccicata addosso qualche anno or sono al grande Bill Bruford, Alessio Riccio la farebbe sua con convinzione.

    Batterista italiano fra i più talentuosi della sua generazione [vedi qui], dotato di una personalità musicale curiosa e multiforme, si muove da anni fra generi e idiomi musicali sperimentali e avventurosi. Percussionista e compositore elettro-acustico, vede la propria idea di musica e di batterismo apprezzati negli ambiti più svariati: dal teatro e la performance [vedi qui] - scoperte piuttosto recenti grazie anche all'intensa collaborazione con l'attrice e regista Silvia Guidi, agli ambienti accademici - due le tesi di laurea dedicate ai suoi percorsi [vedi qui], alle riviste specializzate internazionali - Drawing_Opus 2: Paul Klee, un suo cd del 2003, è stato Cd Of The Month sul prestigioso magazine statunitense Modern Drummer [vedi qui e qui].

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    Beneficiario di numerosi premi, borse di studio e riconoscimenti anche internazionali - fra tutti l’Outstanding Musicianship Award del Berklee College Of Music di Boston (USA) nel 1994, il Modern Drummer/Drummers Collective International Contest di New York nel 1997 e il Percfest del 1998, nonché la menzione fra i migliori nuovi talenti italiani del 2000 e del 2001 nel magazine Musica Jazz, Riccio ha snodato il suo percorso musicale attraverso performance in gran parte dell’Europa e in progetti discografici e concertistici propri e non, al fianco di Ralph Alessi, Claude Barthélémy, Stefano Battaglia, Tim Berne, Carla Bley, Steve Coleman, Monica Demuru, Ellery Eskelin, Michel Godard, Catherine Jauniaux, Steve Lacy, Evan Parker, Gianluca PetrellaDominique Pifarély, Hasse Poulsen, Ernst Reijseger, Michael Riessler, Elliott Sharp, David Shea, Chris Speed, Achille SucciSteve Swallow, Diana Torto, il collettivo francese Ars Nova e diverse orchestre jazz fra cui l’Orchestra Giovanile Italiana di Jazz

    Numerosi i festival e le rassegne cui ha partecipato - da Umbria Jazz a Time In Jazz di Berchidda, da Rumori Mediterranei di Roccella Jonica al Rhythm Sticks del Royal Festival Hall di Londra, dal Banlieues Bleues de La Cité de la Musique di Parigi al Theater Olympics di Mosca, fino alla Notte Bianca di Roma - e altrettanto cospicua la lista delle riviste, dei magazine e dei blog che hanno dedicato spazio alla sua musica, fra i quali, Modern Drummer, Drum!, Jazziz e Cadence (USA), Jazz Magazine (Francia), Jazz Special (Norvegia), Trust e Spex (Germania), Jazz’n’More (Svizzera), RifRaf (Belgio), freiStil (Austria), Percussioni, Drum Club, Drumset Mag, Batteria, Musica Jazz, Jazzit, Solar Ipse, Guitar Club, Il Giornale Della Musica, Rockerilla, Blow Up, Il Venerdì di Repubblica, Alias de Il Manifesto (Italia) - [vedi qui per la stampa e qui per il web].

Se vuole può essere una one-man rhythm orchestra.
— ONE FINAL NOTE

    La svolta elettro-acustica che caratterizza l’ultimo lavoro sin qui pubblicato a suo nome - Ninshubar - From The Above To The Below del 2013 [qui], si fonda sullo sviluppo di un’idea non gerarchica di ritmo e di struttura formale, su una proposta di ascolto immersivo e militante (quasi nel senso di anti-mainstream), sul desiderio di creare musica visionaria e immaginifica, potente e anticonformista, coinvolgente e imprevedibile, colta ma pregna di anima - pulsione che ha perseguito anche nella spasmodica e appassionata ricerca di connessioni extra-musicali da incorporare nei propri linguaggi espressivi [qui]. Nel segno della militanza creativa (o, per dirla con Giacomo Verde, dell'artivismo) ha fondato nel 1998 la sua label, Unorthodox Recordings, marchio attraverso cui pubblica i suoi lavori [qui e qui].

    Iconoclasta e musicalmente ribelle ma allo stesso tempo meticoloso e appassionato studioso del ritmo nonché dei linguaggi, delle tecniche e della storia della batteria e della percussione in generale - “sii regolare e metodico nella vita quotidiana così potrai essere originale e violento nella tua opera”, è una frase di Gustave Flaubert che cita fra le sue preferite in assoluto, Riccio ha pubblicato numerosi articoli [qui una selezione], trascrizioni [qui] e interviste [qui].

   Ha tenuto seminari, stage, letture e master class in tutta Italia e dal 2001 fa parte del corpo docente della Fondazione Siena Jazz.